mercoledì, luglio 15, 2009, ore 12:06

"Piango di gioia. Ho fatto bene a credere nella giustizia": lo ha detto l'agente Luigi Spaccarotella parlando al telefono con il proprio avvocato Federico Bagattini e commentando la sentenza che lo ha visto condannato a sei anni per omicidio colposo per la morte del tifoso laziale Gabriele Sandri."

da una parte c'è lui, Luigi Spaccarotella un poliziotto che ha ucciso un ragazzo sull'autostrada, senza motivo, e piange per la gioia e dall'altra ci sono loro, il padre, la madre ed il fratello di Gabriele Sandri che piangono per la perdita del loro caro.

da una parte c'è il Pubblico Ministero ed i cinque testimoni che snocciolano le prove dell'omicidio volontario, dall'altra ci sono gli avvocati dell'assassino che senza pudore lo difendono e c'è la corte che non lo considera volontario

da una parte c'è la giustizia, quella che va sempre ricercata, e dall'altra c'è l'ingiustizia che, purtroppo, ogni tanto trionfa

ziafranca
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mercoledì, giugno 24, 2009, ore 09:18

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Ci saremo anche noi dei Subbuteo Club romani, al II Campionato Europeo di Wargames a Castel S Angelo. Avremo a disposizione uno spazio per allestire 6 tavoli e durante le 4 serate organizzeremo dei mini tornei a cui potranno partecipare tutti i presenti.

ziafranca
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lunedì, aprile 27, 2009, ore 18:15

COSE STRANE

Stamattina ho fatto una passeggiata nel parco, molto rilassante. Durante il mio giro ho incontrato molte persone che facevano jogging, ma un ami ha colpito in modo particolare. Una ragazza, sui 20 anni, tamboccina, che correva affannata tenendo la borsetta sull'avambraccio destro. Sembrava che stesse correndo dietro a qualcuno, ma a parte me, in quel tratto non c'era nessun altro.

ziafranca
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mercoledì, dicembre 24, 2008, ore 11:13

renne

BUON NATALE A TUTTI

E

FELICE 2009

ziafranca
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mercoledì, novembre 05, 2008, ore 10:06

TEMPO BASTARDO

Arriva,

butta giù gli alberi

si porta via una giovane vita

e il giorno dopo il sole

sulla città

ma lascia la tempesta

nei cuori di una famiglia

 

ziafranca
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mercoledì, ottobre 29, 2008, ore 18:30

Eccovi serviti, è arrivato l'inverno. Anzi, manco l'inverno, l'anti-inverno, l'atipasto dell'inverno. Non fa abbastanza freddo da coprirti e non abbastanza caldo da girare con le infradito, piove a rotta di collo e per vedere uno spicchio di sole devi fare i salti mortali. E' tutto per voi, che d'estate sbuffate, intolleranti e inveite contro la calura, che bestemmiate contro le zanzare e l'afa e invocate l'inverno. L'inferno ve darei, altro che l'inverno, limortaccivostri. E a me, per vivere decentemente, mi tocca aspettare 6 mesi.

 

W l'estate

ziafranca
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lunedì, settembre 01, 2008, ore 08:35

da "magnifico" a "m'arillegro", in poche parole: Sti cazzi

da Il Messaggero del 9 agosto 2008

 

di ANDREA DI CONSOLI

Rileggendo un libro minore di Libero Bigiaretti,
Cattiva memoria (Nuova accademia, 1965), mi sono imbattuto in questo breve racconto romano: «Ricordi il forestiero che nessuno è ”importante” a Roma. Se uno crede di esserlo, o lo è al suo paese, e pretende di essere riconosciuto come tale a Roma, può capitargli di restare come Guglielmo II. Del quale si racconta che dopo aver ben mangiato, in stretto incognito, in una trattoria, volle poi farsi riconoscere dall’oste – un po’ per il gusto di sbalordirlo, un po’ per incoraggiarlo – come l’imperatore di Germania. L’oste lo guardò senza nessuna curiosità o meraviglia e, porgendogli la mano, gli disse semplicemente: ”M’arillegro”». Questo gustoso ritratto di Guglielmo II, trattato a Roma come uno dei tanti, ci dice qualcosa di profondamente vero sulla nostra città. Il giovane di talento o il professionista affermato che venga a Roma proveniente dalla provincia, magari con buone credenziali, s’imbatte da subito contro un muro di indifferenza. Uno degli intercalari che s’imparano da subito è il romanissimo «e ’sti cazzi!». Qualsiasi cosa si diventi, qualsiasi cosa si faccia, a Roma il responso è sempre lo stesso: «E ‘sti cazzi!».
A Roma sono passati tutti: papi, imperatori, dittatori, scrittori, attrici, artisti, ladri, assassini, prostitute. E la città, così carica di personaggi famosi di ieri e di oggi, non si meraviglia più di niente. Se il corteo papale blocca il traffico, il romano disincantato commenta con una sola frase: «Mortacci sua!». Renzo Paris mi raccontava che una volta chiese ad Alberto Moravia se dopo tanti libri sentiva di essere finalmente diventato famoso. Moravia rispose: «Neanche i vicini mi riconoscono. Renzo, una vita vale l’altra». Questo cinismo rende le persone che fanno qualcosa d’importante a Roma estremamente disincantate e insoddisfatte, ma è anche uno straordinario stimolo a fare meglio, a spostare ogni giorno più in là la linea dell’orizzonte dei propri traguardi. Gli scrittori italiani, per esempio, non vengono mai riconosciuti da nessuno. E se provano a dire a qualcuno che hanno appena pubblicato un libro, sulle labbra dell’interlocutore si profila immediatamente la ”s” di «’sti cazzi!». Roma è una scuola di vita durissima, perché la prima cosa che impari è che non sei nessuno. Proprio come Guglielmo II davanti all’oste, che solo per educazione gli ha detto «m’arillegro» e non «’sti cazzi!».
ziafranca
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martedì, luglio 29, 2008, ore 11:40

SE NE VA UN PEZZO DI VITA

Quando nel settembre del 1990 entrai per la prima volta nel pub Lo Scoiattolo mi sentii subito a casa e l'atmosfera che si respirava li dentro è rimasta immutata dal primo minuto fino all'ultma volta che ci sono stato, tra cene dopo teatro e serate con gli Occhioni, per arrivare alla seratina tranquilla con gli amici, senza dimenticare la cena record a base di panino lungo 1,50cm. L'idea che il sogno Scoiattolo potesse finire non mi è mai passata per la testa, così come a tutti coloro che hanno amato questo posto. Nell'agosto del 2004 ho saputo casualmente che il locale era stato ceduto dai proprietari che lo hanno fatto nascere e crescere, Massimo e Raffaella, a due anonimi ragazzi che probabilmente in quel locale non ci avevano mai messo piede prima di prenderlo in gestione. Quel giorno ho pensato all'ultima volta che ero stato a cena li, metà luglio probabilmente, avesi saputo prima che l'avrebbero ceduto probabilmente avrei assaporato quella serata in un altro modo, o forse avrei considerato quella cena come l'ultimo pasto del condannato. Forse è andata meglio così. Per anni poi ho continuato a pssare li davanti senza mai fermarmi, una sera ho provato ma non ci sono riuscito, poi domenica scorsa sono passato li vicino e ho deciso di far vedere il famoso locale a Paola, la mia compagna, che ne aveva sentito parlare ed era curiosa di vedere sto Scoiattolo. Appena imbocco via G. Alessandri mi trovo di fornte la sorpresa: chiuso! Niente più insegna di legno intarsiata, niente più lampioncini gialli, neinte più vasi che delimitano il vialetto, niente più cartelli della birra, niente più SCOIATTOLO! Restano solo le serrande colorate (che ai bei tempi non erano così), tanta tristezza e una marea di bei ricordi che resteranno sempre dentro di me.

lo Scoiattolo

ziafranca
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mercoledì, luglio 16, 2008, ore 16:16

alcune perle di un amico

 

Roma e Milano

Due e Uno e il minimo denominatore comune :
Uno c'e l'ha in bianco e nero l'altro in bianco e nero e a colori i ricordi
Uno vive d'amore l'altro di negazione dell'altro la propria passione
Uno ha la striscia rossa e l'altro la striscia blu
Uno hai i colori della citta l'altro della provincia
Due sono nati prima due sono nati dopo
Due hanno vinto troppo le altre due poco
Due sono retrocesse per illecito sportivo due no
Due hanno il nome della citta' due no
Due sono gemellate due no
Due hanno i soldi due no
Due sono popolari due sono borghesi
Due citta' due squadre due tifoserie.....


OLDKICK

Una e' torinese l'altra e' italiana
Una e' sanguigna l'altra diafana
Una vinse l'altra ruba
Una e' amata l'altra e' odiata
Una ha un'anima l'altra la cerca
Una commuove l'altra ti addanna
Una ha la maglia sudata l'altra pulita
Una ha due stelle l'altra ha le stelle in cielo
Una ha l'epos l'altra l'epo
Una e' a colori l'altra in bianco e nero

Genova
Una e' la piu antica d'Italia l'altra e' piu giovane
Una ha i colori da ciclista l'altra da palio
Una aspetta la stella l'altra la sogna
Una e' stata in b l'altra pure
Una ha cuore l'altra ha classe
Una piace a tutti l'altra pure
Una e' la citta' l'altra il mare

OLDKICK

 

BERGAMO

Berghem de ora e berghem te ota
Una dea l'altra immigrata
Una a striscie l'altra bicolore
Una ultras l'altra pacifica
Una storica l'altra parvenu
una in A l'altra in B
Una cittadina l'altra di paese
Una comincia con la A l'altra pure

OLDKICK

Verona
una Romeo l'altra Giulietta
Una intollerante laltra amichevole
una giallo blu l'altra blugialla
Una in A l'altra in C
Una scudettata l'altra pandorata
Una al bentegodi l'altra bengodi
Una divertente l'altra deludente
Una Cangrande l'altra Scaligera
Una mussi l'atra di mussi
Una butei l'altra muleta


OLDKICK

ziafranca
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domenica, giugno 29, 2008, ore 18:21

ULTIMO MESSAGGIO DA VIA IVREA...

abbandoniamo la nave, domani sarò come un apolide, con una casa nuova ancora non pronta per viverci e la casa dove ho vissuto 4 anni vuota di tutte le mie cose. Dormirò un po' quà e un po' la dove verrà la sorte, i miei pensieri saranno ancora verso questo piccolo seminterrato in via Ivrea 28 una casa fresca d'estate e calda d'inverno, piccola ma accogliente e vicina a tutte le comodità. Se guardo indietro mi vengono in mente mille ricordi, dal san valentino del 2004 quando ho firmato, emozionatissimo, il contratto d'affitto, alla prima donna che ho invitaot a cena, fino alla mia compagna con cui ho condiviso emozioni e spazi angusti. Un bel ricordo: la festa di inaugurazione con gli amici, una bottiglia di Pampero fracassata per terra a battezzare l'evento. Ho voluto bene a questa casa, ma il mio futuro vuole altro.

 

addio via Ivrea, strada di confine, di treni e di merde di cani.

 

ziafranca
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